Photo credit: Matteo Cirenei

.pico è un cabinet in gesso per una singola opera d’arte rivestito con la superficie continua Exagon, progettato per plasterego con la direzione artistica dall’architetto Giorgio Zaetta in collaborazione con la galleria di arte contemporanea  ZERO…

Nel cortile dell’Università Statale di Milano, nell’ambito della mostra evento House in Motion, organizzata dal magazine INTERNI, nasce così un inedito concept espositivo. All’interno di .pico, nel corso della settimana del design milanese, sono state presentate tre opere – rispettivamente di Cally Spooner, Enzo Cucchi e Yuri Ancarani – esposte ciascuna per 48 ore. Nel contempo il cabinet è diventato un rifugio intimo e raccolto per i visitatori della manifestazione nei giorni convulsi del FuoriSalone.

.pico, in omaggio a Pico della Mirandola, è pensato per i collezionisti in cerca di nuove modalità espositive per le loro opere d’arte e per i loro pezzi unici.

Con .pico Giorgio Zaetta dona al gesso una nuova immagine contemporanea in grado di superare gli schemi che lo identificano unicamente con gli stucchi e i controsoffitti della tradizione.

“Stressando la materia gesso, ai propri limiti tecnici, è nato un rivestimento tridimensionale a esagoni sfalsati capace di creare una texture continua assemblata a secco”.

Cally Spooner, U Turn!, 2012 --- Ph. Alessio Guarino
Yuri Ancarani, La questione romagnola, 2002-2012 --- Ph. Simone Perna
Photo Credit Alessio Guarino

La morfologia del rivestimento in gesso prende le mosse da una visita all’Albergo Diurno Venezia a Milano, disegnato negli anni 20 dall’architetto Piero Portaluppi e ad oggi ancora intatto.  La ricerca di Zaetta si è concentrata sulle superfici esistenti e in particolare sulle piastrelle esagonali che caratterizzano questo luogo elegante e ricco di fascino.

Proseguendo la sua ricerca, l’attenzione si è poi spostata sugli elementi presenti in natura: il meraviglioso Selciato dei Giganti (Irlanda) rappresenta la seconda tappa della genesi del rivestimento.

Il risultato è che la superficie Exagon di questo intimo museo domestico stupisce per la matericità della texture, per l’aspetto etereo e per i giochi di luce e riflessi che conferiscono dinamismo a tutta l’installazione.

Photo credit: Saverio Vallauri --- Courtesy Interni Magazine

GIORGIO ZAETTA

Architetto, orienta i suoi interessi verso l’arte contemporanea, di cui è amante e profondo conoscitore. Una passione che ha fortemente influenzato il suo lavoro, di cui restano segni tangibili sia in arredi ispirati a un’ideale di purezza e di perfezione nei dettagli, sia in spazi espositivi e in architetture di interni dominate dal vuoto e dalla luce.